SPECIALE 50° SAN PIO NEWS

PARROCCHIA SAN PIO X

SPECIALE 50° ANNIVERSARIO 

 FOGLIETTO TRIMESTRALE  

 

1° EDIZIONE 

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I HAVE A DREAM”

Io ho un sogno”

Cinquanta anni fa, il 28 agosto 1963, durante la marcia per la difesa non violenta dei diritti civili della popolazione nera svoltasi a Washington, Martin Luther King, pastore battista statunitense, in un suo discorso dichiarò: io ho un sogno” .

Il suo sogno di libertà per il nero a distanza di cinquanta anni si è realizzato, sono stati riconosciuti i diritti civili ai neri d’America; un nero è stato eletto Presidente degli Stati Uniti.

Ancora cinquanta anni fa, il 3 settembre 1964, Sua Eccellenza Monsignore Francesco Monaco, vescovo pro-tempore della Diocesi di Caltanissetta, promulgava la Bolla di istituzione della nuova parrocchia San Pio X.

Come Martin Luther King anche il vescovo Monaco manifestò un sogno:che questa “nuova aiuola della Diocesi” potesse “ricondurre e portare ogni cosa a Cristo”, proprio secondo il motto di San Pio X al quale la chiesa era stata dedicata.

Nel corso degli anni questa aspirazione si è in parte realizzata innanzitutto per l’impegno pastorale dei due parroci succedutisi: padre Pietro Piangiamore e padre Alessandro Giambra, ma anche per la collaborazione e partecipazione di un laicato formato spiritualmente, maturo nella fede e impegnato nella carità.

Ma in un mondo che cambia nei suoi valori, nei suoi riferimenti e nelle sue istituzioni fondamentali è necessario trovare strumenti nuovi ed efficaci per la trasmissione della fede.

Per trovare tali strumenti nella nostra realtà parrocchia è invalsa, da più anni, la consuetudine di convocare alla fine dell’ anno liturgico, ad inizio delle vacanze estive, una assemblea generale comprendente, oltre i componenti i C.P.P., i componenti di tutti i gruppi presenti e di tutte le realtà operanti della nostra parrocchia.

Così in una giornata di fraternità e di gioia si procede prima alla verifica delle attività svolte nell’anno trascorso e poi si dà spazio alle proposte e ai contributi di idee per rendere più efficace l’attività pastorale nella trasmissione della fede.

Anche quest’anno, come si legge in un articolo del giornalino, è stata convocata l’assemblea generale con il compito, oltre che della verifica delle attività precedenti, di programmare le attività inerenti la celebrazione del cinquantesimo.

Tra queste proposte è emersa anche l’opportunità, della pubblicazione trimestrale del nostro giornalino per far conoscere la varie attività previste per la celebrazione del 50° e anche per raccontare la storia della nostra parrocchia nei suoi momenti più significativi; in questo numero parleremo della sua istituzione.

Molti di noi parrocchiani ci siamo chiesti il perché della intestazione della chiesa a San Pio X. A questa domanda il nostro parroco padre Alessandro Giambra ci fornisce due spiegazioni una di carattere storico data dalla coincidenza temporale della istituzione della parrocchia con il cinquantesimo della morte di Pio X; l’altra motivazione come segno di affetto verso Pio X che ha manifestato da “papa” attenzione verso la nostra Diocesi inviando il calice e le ampolline d’oro, conservate nel nostro seminario al momento delle istituzione dello stesso e per avere nominato quarto vescovo della Diocesi Monsignor Antonio Augusto Intreccialagli, Pastore di alto valore religioso, umano e culturale come la storia ci ha insegnato.

 

Mirella Campione Pilato

     “Rimanere con Lui” per portare molto frutto. 

 

IMG_4670Un uomo giunto alle soglie dei cinquant’anni non pensa e agisce più come prima. Gli vengono in mente i sogni immaginari, le persone incontrate e i progetti che ha realizzato insieme al ricordo delle fatiche, delle delusioni e delle gioie. Ma soprattutto, in quanto credente, ringrazia il Signore perché è arrivato a compiere cinquant’anni, cioè a vivere un tragitto esistenziale importante. La nostra comunità parrocchiale in occasione del cinquantesimo della sua fondazione, deve comportarsi come quest’uomo. Siamo chiamati a ringraziare il Signore per tutto quello che ha operato in questi anni per mezzo di tanti fratelli e di tante sorelle che lo hanno riconosciuto nello spezzare il pane diventandone suoi testimoni. Ogni domenica, ogni volta che ci raduniamo attorno all’altare dobbiamo ringraziare il Signore che ci ha chiamati ad essere famiglia che vive nell’ascolto e a divenire porzione eletta del suo popolo. Quest’anno giubilare è, anche, un tempo per ringraziare la Trinità santissima che ha posto la sua attenzione su di noi. Ciò che i cieli non possono contenere, abita in mezzo a noi. Tra le nostre case nella parrocchia di san Pio X. Il cinquantesimo della parrocchia è anche un’occasione propizia per una verifica, per un esame di coscienza profondo, per gustare la misericordia di Dio e del suo perdono, per fare festa per i tanti fratelli che si sono pacificati con il Padre attraverso il sacramento della riconciliazione . Ma un uomo a cinquant’anni non è giunto ancora alla meta , alla fine dei suoi giorni in vista dell’incontro definitivo con il risorto. A cinquant’anni un uomo deve ancora progettare, sognare, lavorare consapevole di una maturità umana e spirituale che prima, da giovane, non possedeva. La nostra comunità vuole camminare, correre per mettersi in ascolto del Maestro, per lasciarsi fecondare nello Spirito e per gustare la bellezza dello stare insieme con i fratelli. Quanti volti che in questi cinquant’anni abbiamo incontrato di ogni colore della pelle, di ogni stato sociale, di ogni lingua e preparazione culturale. Ognuno di noi è stato un tassello importantissimo del mosaico che si va costruendo nella nostra comunità. Come non ringraziare il Signore per averci donato in questi quattro anni passati insieme la freschezza sacerdotale di don Rino. Ora ci lascia per andare a studiare, ma sarà per sempre un tassello inciso nel mosaico della nostra comunità. Vogliamo altresì ringraziare il vescovo che non ci lascia soli in questo cammino faticoso donandoci un nuovo compagno di viaggio, don Ivan Graci, che saprà riempire, altrettanto riccamente con un altro tassello il mosaico della nostra comunità. A cinquant’anni un uomo si sente realizzato se la sua vita è stata un dono per gli altri, se si è messo al servizio dei fratelli. Non è un atto di superbia o di orgoglio se ringraziamo il Signore del fatto che la nostra piccola parrocchia (territorialmente piccola) è stata attenta alle nuove povertà,agli immigrati, ai poveri non solo della nostra città ma anche di alcuni Paesi del mondo: India, Brasile, Romania, Tanzania, Madagascar, Germania. Il Signore è stato generoso con noi. In questo anno giubilare tutta la nostra parrocchia sarà impegnata giornalmente a preparare i pasti nel centro “Madre Speranza” e nel servizio di doposcuola al “Pozzo di Giacobbe”, con le nostre infaticabili Vincenziane. La povertà colpisce oggi gli italiani che sino a qualche tempo fa potevano essere definiti appartenenti al ceto medio. I poveri non ci fanno dormire e mentre il palazzo del Comune fa finta di discutere (magari ci fosse una seria discussione politica su Caltanissetta) la città brucia per via delle tante antiche e nuove povertà. In quest’anno particolare affidiamo al Signore i nostri giovani che spesso ci lasciano per trovare formazione e lavoro altrove. Le nostre comunità in tal modo s’impoveriscono perché li seguiamo sino ad un certo punto sono costretti a lasciarci e così vengono meno laici adulti nella fede per il servizio all’interno della parrocchia e della società nissena. Una priorità per questo tempo di grazia che ci accingiamo a vivere è la catechesi. Dobbiamo investire nella formazione, con le forze a disposizione, e con ogni mezzo per essere idoneo di trasmettere sempre meglio la fede alle future generazioni. In un occidente che pare destinato all’ateismo la risposta dei credenti nel risorto deve essere quella di rendere ragione della propria fede con onestà e competenza. Un’altra priorità per quest’anno giubilare sarà la famiglia nelle sue diverse stagioni e condizioni di vita. Essa è luogo primario di annuncio del Vangelo, di accoglienza, di educazione alla vita, alla fede e di responsabilità ecclesiale e civile. Inoltre si avvicina il mese dedicato alle famiglie. Infatti, il 26 e 27 ottobre tanti nuclei familiari da ogni parte del mondo si recheranno in pellegrinaggio a Roma sulla tomba di Pietro. L’evento s’inserisce nel quadro delle iniziative proposte per l’anno della fede voluto dal papa emerito Benedetto XVI. Il titolo della manifestazione è “Famiglia vivi la gioia della fede”. Noi ci prepareremo accogliendo dal 7 al 15 ottobre la nostra mamma, la Madonna di Fatima che visiterà la nostra parrocchia. Saranno giorni di gioia, di grazia. Infine in questo importantissimo anno come non ringraziare il Signore per Maria che è la Madre della Grazia che tutto l’anno è presente nella vita dei nostri parrocchiani. Vorremmo un anno di conversione, di servizio, di abbondanti doni. C’è da fare un grande lavoro di costruzione di una nuova umanità, dentro e attorno a noi. Dall’altare alla strada. Il piede del cristiano calca ogni via e su di essa egli è chiamato a portare la sua testimonianza. Anche le nostre città, i nostri quartieri possono a volte somigliare al deserto, alla desolazione e alla solitudine. Abbiamo bisogno di amore e di perdono. Il cinquantesimo riuscirà se sarà un evento di grazia e se accoglieremo Gesù nella nostra vita. Accogliere Gesù che celebra con noi il mistero della pasqua di resurrezione significa accogliere con Lui anche tutti coloro per i quali Egli è morto e risorto, accettare che la nostra vita cambi perché l’abbiamo incontrato, ascoltato e accolto. Pertanto vivere il cinquantesimo di costituzione della nostra parrocchia non significa elaborare un ricco programma di feste e di eventi. Non significa dare vita ad una migliore e più efficiente pastorale. Non significa moltiplicare le tante iniziative già fatte negli anni scorsi. Non significa mettere in rassegna tutte le nostre attività per mera vanagloria. Vuol dire invece, rimanere con più forza, pazienza e dedizione dinanzi al Signore per comprendere ancor meglio i talenti (o il talento)che ci ha affidato in vista di nuovi percorsi sulle strade della storia e degli uomini. Solo il “rimanere con Lui” può portare frutto. Non lasciamo passare questa opportunità: riconoscere il Signore che passa per le nostre vie.

Don Alessandro Giambra

Insieme in preparazione del 50°  

Era il 6 luglio del 1964 quando, presso l’ospedale Raimondi di San Cataldo, il sacerdote Pietro Piangiamore, ricoverato per un intervento chirurgico, riceveva la visita di sua Eccellenza MonSignor Francesco Monaco, vescovo dell’epoca, il quale gli propose di assumere il ruolo di parroco nella erigenda nuova parrocchia sita in via Napoleone Colajanni. Padre Piangiamore, ripresosi dall’ intervento chirurgico, celebrò una messa in onore di San Pio X poiché ricorreva il 50° anniversario della morte delIMG_9796 Pontefice.

Così venne preparata dall’ufficio competente la Bolla di erezione canonica della parrocchia denominata “San Pio X” è della nomina del parroco nella persona del sacerdote Don Pietro Piangiamore, con decorrenza 03/09/1964. In tale data il nuovo parroco celebrò la Santa Messa, in presenza delle autorità civili e religiose, negli angusti locali siti in via Napoleone Colajanni n° 138. Padre Piangiamore si mise subito a lavoro, nomino un comitato che si sarebbe occupato della gestione amministrativa della parrocchia e il 17 giugno 1979, durante la messa festiva l’assemblea liturgica elesse i membri che avrebbero formato il primo consiglio pastorale.

Come da più anni, il 30 giugno 2013, si è riunito a Roccella, una località di campagna vicino San Cataldo, presso la struttura “Progetto Vita”, il consiglio pastorale allargato formato, oltre che dai componenti del C.P.P., da tutti gli operatori pastorali della comunità parrocchiale di San Pio X: i catechisti, i responsabili dei gruppi giovanili,IMG_9785 l’azione cattolica adulti e coppie,le vincenziane, gli animatori liturgici, i rappresentati dell’ amore misericordioso e le volontarie, per verificare i risultati ottenuti dalle attività pastorali dell’anno precedente, confrontarsi e coordinare il programma di tutte le attività che si svolgeranno nella nostra chiesa per i festeggiamenti del 50° anniversario della parrocchia San Pio X. Dopo le lodi mattutine e la lettura del verbale della seduta precedente del consiglio pastorale, sono stati formati quattro laboratori di studio differenziati per contenuti sotto la guida del vicario parrocchiale Don Rino, presieduti da i membri della commissione per i festeggiamenti: Primo laboratorio, gruppo liturgia, guidato da Giuseppe Diprima Secondo laboratorio, gruppo cinquantesimo,guidato da Mirella Campione Terzo laboratorio, gruppo attività sociali, guidato da Raffaele Giarratana Quarto laboratorio, gruppo animazione, guidato da Alessandro Calabrese. Così in una giornata soleggiata immersi tra gli ulivi e i salici piangenti i partecipanti hanno discusso e programmato tutte le iniziative inerenti lo svolgimento del 50° anniversario e sono stati affidati i compiti ai vari gruppi parrocchiali. Tutto ciò vuol dire aiutare la Parrocchia ad una maggiore apertura missionaria e armonizzare in un unico progetto pastorale il contributo dei diversi carismi. Il 50° anniversarioIMG_9805 della nostra parrocchia dunque più che come “dato” si presenta come “compito”; troviamo in questo spirito collaborativo l’appello di Dio che chiama la chiesa e ogni fedele a prendere le decisioni e a fare le scelte che la situazione suggerisce in modo da saper leggere i segni dei tempi. Finiti i laboratori ha avuto luogo il pranzo in un clima di gioiosa e fraterna condivisione fra tutti i partecipanti e attorno ad una torta sono stati fatti gli auguri a Laura per il compimento dei suoi 21 anni. Dopo il pranzo tutta l’assemblea si è riunita per ascoltare i quattro capigruppo dei laboratori che hanno relazionato sui contenuti del programma per la celebrazione del cinquantesimo. A conclusione dei lavori il parroco Padre Alessandro Giambra ha tracciato i tratti salienti della figura di San Pio X, Papa catechista che ci ha insegnato che l’azione del signore è presente e continua dentro la storia dell’uomo al quale il Signore ha ancora cose da dire e da fare.

Gabriella Ferrara 

                                                                                                                      

 

PROMULGAZIONE DELLA PARROCCHIA DI SAN

PIO X E PRESA DI POSSESSO DEL NUOVO

PARROCO

Il giorno della festa della Natività di Maria SS., 8 settembre 1964, è stata solennemente promulgata da S.E. Mons. Vescovo Francesco Monaco la Bolla della erezione della Parrocchia urbana di S. Pio X. Il quartiere sud-occidentale della Città che si stende lungo la via Napoleone Colajanni, in quegli anni si era arricchito di parecchi palazzi sorti ad opera dell’iniziativa privata. Da tempo si era sentita la necessità di assicurare l’assistenza religiosa alla zona, ma le difficoltà erano state parecchie e, talvolta, sembravano insormontabili. Non si trovava l’area idonea per la costruzione della Chiesa. Da circa 6 anni S.E. Mons. Vescovo aveva autorizzato la celebrazione della S. Messa in un garage preso in affitto e la cui pigione veniva pagata dai fedeli della zona: i PP Cappuccini sono stati assidui e zelanti Cappellani di detto Oratorio. Finalmente, dopo tante pratiche, dopo tante umiliazioni da parte dell’Ecc.mo Vescovo, è stata trovata un’area di circa mq. 1600 e il cui proprietario era disposto alla vendita: ma la somma necessaria dove prenderla?laicl100033320130217cl Per questa ricerca di mezzi l’amato Pastore non aveva risparmiato viaggi, costituendo un apposito Comitato facente parte all’apposito Ufficio della Curia ; il 29 maggio del 1964 si stipulò il contratto per la compra di detta area al prezzo di L. 8.121.000. Per la costruzione della Chiesa lo stesso Vescovo si era più volte interessato a voce e in scritto presso l’Eccellentissimo Presidente della Commissione Centrale per l’Arte Sacra in Italia, avendo ricevuto esplicita promessa di finanziamento. In quello stesso periodo aveva trovato il Sacerdote idoneo che non solo potesse essere investito dell’ufficio di Parroco, ma potesse coadiuvare l’Ecc.mo Vescovo nel condividere

la responsabilità dei debiti contratti e dell’immane compito di iniziare e portare a compimento la costruzione della Chiesa. Pertanto il pomeriggio del giorno 8 settembre 1964 S.E. Mons. Vescovo, con la visibile gioia che si irradiava dal suo volto, procedeva nel locale provvisorio adibito a Chiesa alla promulgazione della Bolla che era datata 3 settembre 1964. Assistito dai Capitolari Mons. Magrì e Canc. Bingo, dava mandato al Cancelliere della Curia Sac. Fonti di leggere le due Bolle della erezione della Parrocchia e della nomina del Primo Parroco Sac. Pietro Piangiamore. Subito dopo immetteva nel possesso canonico il Parroco con la imposizione della mantelletta e della stola. Il nuovo Parroco ringraziava il Vescovo ed esponeva il suo programma e S.E. Mons. Vescovo accennando le varie difficoltà, in parte superate e da superare bene augurava alla nuova Parrocchia: nuova aiuola della Diocesi e centro di amore verso Dio e il prossimo. Alla cerimonia erano presenti il Sindaco della Città prof. Traina, il Sindaco di Calascibetta avv. Mirabella, il rappresentante del Prefetto dr. Garra i Can.c Fiasconaro, Stella, Alù, Rizzo, Rosario Ferraro, i Parroci Salv. Ferraro, Modica, Zappalà, Antinoro, P. Giacomo Cappuccino, il Direttore del Centro Prof. D. Bosco e diversi altri Sacerdoti, l’Arch. Averna, che è il progettista della nuova Chiesa e moltissimi fedeli, la maggior parte dei quali, evidentemente, non potè entrare nell’angusto locale.

Raffaele Giarratana

 

Figli di San Pio X nello Spirito di Cristo.

Comunitàin festa per l’anniversario del suo

Santo Patrono. 

Il giorno 21 agosto scorso si è celebrata la messa commemorativa dell’anniversario della morte di San Pio X, patrono della parrocchia; insieme ai sacerdoti, la comunità si è incontrata e stretta intorno al suo santo. Il momento ha avuto un’alta valenza spirituale e di preghiera, ma anche una forte connotazione identitaria. La parrocchia, infatti, ha un valore fondamentale come presenza di Cristo e del Vangelo sul territorio ed ogni parrocchia costruisce la sua storia e la sua identità intorno alle caratteristiche della popolazione, ai bisogni della comunità e all’ispirazione del santo del quale porta il nome.IMG_4711 San Pio X fu pontefice semplice e umile, l’indirizzo teologico, caratteristico e storicamente rilevante, che diede alla Chiesa cattolica durante il suo pontificato può essere definito come tradizionalista, tuttavia fu papa Pio X ad avviare la riforma del diritto canonico, che culminerà nel 1917 con la promulgazione del Codice di diritto canonico, e con la redazione del catechismo che porta il suo nome; un innovatore, dunque, nell’alveo della tradizione cattolica. La parrocchia sulla scia del suo santo predilige i due aspetti della tradizione e dell’innovazione. La presenza di un nutrito gruppo di giovani ad animare la celebrazione è segno di una presenza viva di volontari che guarda al futuro della parrocchia e più in generale della Chiesa che necessita di forze giovanili. L’esuberanza del parroco, padre Alessandro, con il suo modo vivace e al contempo profondo di spezzare la parola, la collaborazione attiva e intensa di padre Rino e padre Gabriel, sacerdoti tutti attenti all’innovazione, ma anche al rispetto delle verità di fede, della tradizione della Chiesa e dei valori cristiani non negoziabili né sostituibili, la presenza di una comunità parrocchiale varia e composita nella quale, oltre ai giovani, sono presenti attivamente le famiglie e gli anziani, danno l’idea di una realtà in linea con il pontificato e l’opera di San Pio X. Nel giorno della celebrazione dell’anniversario le realtà parrocchiali erano tutte presenti; i parrocchiani, stretti ai sacerdoti, che per l’occasione hanno indossato i paramenti migliori,IMG_4686 in un unico atto di fede, hanno lodato e ringraziato il Padre celeste per la vita della comunità e per le vocazioni di speciale consacrazione che il Signore non manca di suscitare al suo interno. Questo momento di intensa forza spirituale può essere considerato il preludio di un anno impegnativo in cui la parrocchia celebrerà il centenario della morte del santo di cui porta il nome con diverse iniziative e progetti finalizzati alla rivalutazione dell’essenza della comunità cristiana basata sulla forza dirompente dell’annuncio di salvezza che proviene dal Vangelo di Cristo e che rappresenta per ogni cristiano “Via, Verità e Vita”.

Daniela Rizzotto

Amare è donare tutto

Non è semplice tracciare in poche righe quella che è stata la mia prima esperienza pastorale da sacerdote vissuta a San Pio X dal 1 settembre 2009 al 21 settembre 2013. Il profilo della splendida comunità di San Pio mi ha fatto vivere con intensità ogni giornata, stando sempre accanto a qualcuno assetato e bisognoso di speranza.img_5977 Lo farò seguendo tre tempi immaginari della mia esperienza da vicario parrocchiale che riassumerei così: il tempo delle azioni ordinarie, il tempo del richiamo all’essenziale, il tempo della carità sorgiva e creativa. Per vivere bene la prima parte dell’attività pastorale cioè la vita ordinaria: gruppi, movimenti, associazioni, famiglie, giovani, bambini, adulti, occorre essere preti gioiosi, entusiasti della vocazione, desiderosi di dedicarsi con tutte le forze al ministero. Sapersi guadagnare la fiducia della gente e divenire amico di tutti, se tutto ciò mi è stato possibile in questi anni non è solo grazie al mio carattere estroverso ma soprattutto merito di una comunità aperta e disponibile a seguire le vie che gli si aprono davanti. Inserito in parrocchia, mi sono trovato spesso a confronto con tanti giovani e mi sono convinto sempre più, grazie a loro, delle parole di Paul Claudel: “I giovani sono fatti per l’eroismo e non per il piacere”. C’è poi il secondo tempo quello dell’essenziale: la bellezza della liturgia, il dono dei sacramenti, la carica della preghiera, la formazione della catechesi. Ho visto una comunità crescere nutrendosi di Dio e della sua Parola. Ma l’essenziale, anche se fatichiamo a riconoscerlo, passa anche dalla sofferenza; quella degli ammalati, delle famiglie in lutto, in difficoltà. Nel nome della “Carità di Cristo” si è chiamati a portare un po’ di luce e di speranza dove il buio del dolore sembra lasciare l’uomo senza fiato. L’amicizia e l’intenso rapporto affettivo, spirituale e di comunione sperimentato con Padre Alessandro, ha posto la premessa per la terza fase della mia vita a San Pio, quella della carità sorgiva e creativa che ci ha reso simbolo di unione vissuta e donata. In questi anni difficili di crisi della famiglia, dei giovani, della fede, dei valori ed economica, sono stato chiamato dal Signore, 184575_669618203063989_668949365_nattraverso la nomina del Vescovo, a far parte di una famiglia già formata ad amare Dio e la persona umana. Nella vita di un sacerdote possono emergere contrasti tra la stanchezza per la difficoltà dell’evangelizzazione e la speranza; tra l’ amore e la solitudine. Ma ogni giorno ho avvertito la presenza di Dio e l’aiuto dei fratelli. Solo così l’acqua sorgiva del cuore appassionato di ogni uomo diventa un grande fiume, se si vive, si prega e si ama insieme.

Ringraziando allora tutti voi, dal più piccolo al più grande, auguro che l’esempio e l’intercessione di San Pio X e della Madonna della Grazia possa toccare i nostri cuori perché il mondo ha bisogno urgente di ritrovare il senso vero della vita: l’amore. L’amore puro che cerca la gioia dell’altro, quell’amore che esige il coraggio di inoltrarsi per i sentieri più impervi del mondo dove il buio è più fitto, dove c’ è più bisogno di speranza.

Padre Rino Dello Spedale Alongi

Secondo quanto chiestomi

Carissimi fratelli e sorelle, gloria a Dio “e” pace a Voi. “Anzitutto rendo grazie al mio Dio per mezzo di Gesù Cristo riguardo a tutti voi, perché la fama della vostra fede si espande in tutto il mondo. Quel Dio, al quale rendo culto nel mio spirito annunziando il vangelo del figlio Suo, mi è testimone che mi ricordo sempre di Voi, chiedendo sempre nelle mie preghiere che per volontà di Dio mi si apra una strada per venire fino a voi, ho infatti un vivo desiderio di vedervi per comunicarvi qualche dono spirituale perché ne 1187236_10201576400523648_790500448_nsiate fortificati o meglio per rinfrancarmi con voi mediante la fede che abbiamo in comune, voi e io.”Cfr. Rm 1,8-12 Così si rivolge il beato apostolo Paolo scrivendo ai Romani, e così anche io mi rivolgo a Voi, miei carissimi amici nel Signore, non tanto per presentare la mia modesta persona, ma per annunciare ancora a Voi Colui che mi porta a Voi come fratello e pastore e voi a me, come fratelli e figli. Rendo grazie al Divino Amore, che mi concede questo dono, proprio nell’ anno giubilare di questa nostra comunità, che da cinquanta anni annunzia con il martirio di beatitudine della vita battesimale, il vangelo che salva, la presenza dolcissima del Signore unico vero bene. Fin da quanto ero ragazzo ho sempre sentito parlare della parrocchia San Pio e del Suo parroco e, avendo avuto modo di diventare amico di Padre Alessandro ancor prima che confratello, ho avuto modo di incontrare la Sua famiglia parrocchiale, non vi nascondo, che non di rado ho chiesto al Signore la grazia di poter vivere un tratto del mio cammino sacerdotale insieme a Voi, e il Signore che mi ama come un dolce genitore ama il figlio piccolino, mi ha accontentato; quindi eccomi con Voi e per Voi! Chiedo al Signore che possa aprirmi la strada per venire al cuore di ognuno di Voi, è Lui la strada, la via certa, se tra me e voi e in me e in voi ci sarà il Signore, nella fede che mi costituisce pastore per le pecore e che guida voi al pastore con docilità, perché per Noi cristiani il sacerdote non è rappresentante del Signore, ma è sacramento del Signore che ripresenta oggi a ognuno Gesù sacerdote, vivo e operante, medico e guida custode delle anime. Vengo non per sostituire perché nessuno è sostituibile, ma per continuare si, continuare quello che con tanto amore è stato fatto prima di me, vengo a piedi nudi pellegrino nel santuario che siete per il Signore, vengo confidando solo nella dolcissima potenza dello Spirito Santo che rende la mia pochezza sacramento della presenza viva e operosa di Gesù sacerdote che conduce al cuore del Padre e mi dona ciascuno di voi quale figlio e amico. Si miei cari accogliamoci l’un l’altro per la fede e non per le apparenze o le umane convenienze, io vi cercherò, vi accoglierò, vi accompagnerò, vi esorterò, vi amerò nella fede e solo per la fede, e voi nella fede continuate a cercare Gesù nel sacerdote e solo Gesù, perché il resto di me è niente, e non vi è utile. Insieme a me, porto alcuni fratelli e sorelle con i quali formiamo la Compagnia del Divino Amore, fraternità eucaristica per l’accompagnamento umano e spirituale delle anime ferite e bisognose, vi chiedo di accoglierli con lo stesso amore con cui accogliete me, loro vengono per servire, benedetti coloro che vengono nel nome del Signore. Il Divino Amore che ci fa incontrare, per intercessione della Piccola Maria e di San Pio X ci conceda di ardere come unica fiaccola, della Sua dolcissima Luce, per rischiare quelli che stanno nelle tenebre e nell’ombra della morte e dirigere i nostri passi sulla via della Pace.

Con affetto di Cristo Padre Ivan Biagio Graci

Giochi e canti per crescere insieme:

grest S. Pio X! 

IMG_2604 con scrittaL’organizzazione del grest estivo è sempre per noi giovani una grande occasione di crescita, unione, collaborazione, ma soprattutto di accoglienza. È proprio grazie al grest che molti di noi hanno cominciato un cammino di fede in uno dei gruppi della parrocchia e adesso siamo noi stessi a voler avvicinare altri ragazzi per vivere insieme l’esperienza della vita parrocchiale. Anche quest’anno infatti ci siamo impegnati nell’organizzazione dell’attività di grest: tre settimane, dal 17 giugno al 6 luglio, durante le quali 40 giovani animatori, affiancati da alcuni genitori, si sono impegnati nell’organizzazione e svolgimento di attività educative e ricreative dedicate ai più piccoli. I 180 bambini iscritti hanno partecipato con grinta dimostrando grande interesse per il tema scelto. “Giuseppe, il re dei sogni”, personaggio biblico e protagonista dell’omonimo cartone animato, ha guidato piccoli e grandi in questa esperienza, insegnando con la propria storia i valori di fratellanza e perdono e fornendo un grande esempio di fede. Le quattro squadre si sono sfidate in una sana competizione con numerosi giochi e hanno vissuto esperienze di unione e collaborazione durante i laboratori e le uscite svolte. Fra danza, calcio,DSC03612 chitarra e creatività, ogni bambino ha avuto modo di dare sfogo alle proprie inclinazioni e di mostrare le proprie capacità confrontandosi con i coetanei. Le giornate trascorse all’acquapark, al cinema e la caccia al tesoro svolta per le vie di Calascibetta hanno amalgamato il gruppo consolidando il legame fra animatori e bambini. È stato fondamentale in queste settimane l’aiuto dei nostri sacerdoti, padre Alessandro, padre Rino e padre Gabriel che fra canti, balli e divertimento hanno inserito momenti di valore spirituale ed educativo riuscendo ad ottenere incontri sui temi dell’alimentazione e dell’importanza della raccolta differenziata. Questi argomenti sono stati trattati da esperti che hanno saputo ben coinvolgere tutti con giochi e quiz. In seguito ad uno degli incontri, ci siamo impegnati tutti a praticare la raccolta differenziata in parrocchia durante il grest mettendoci DSC03774in gioco per contribuire alla cura dell’ambiente. Il grest si è concluso sabato 6 luglio con la messa e il “grande gioco dell’oca”, una novità che i bambini ci hanno aiutato a realizzare e che ha coinvolto le loro famiglie durante la festa conclusiva. Alla serata finale hanno partecipato tutti in una grande festa basata sull’amicizia, il rispetto e l’appartenenza all’unica chiesa. Ancora una volta il grest ha dimostrato di essere un’occasione di unione fra bambini, animatori, famiglie e parroci che ogni anno si mostrano disponibili ad impegnarsi per una migliore riuscita delle attività.

 

Paola Sillitti

“Con tutto il cuore…” dal Campo ACR!

Dal 6 al 9 agosto dodici ragazzi e sei educatori della Parrocchia san Pioangelo carbone X hanno vissuto l’esperienza del campo estivo dell’Azione Cattolica Ragazzi (ACR), insieme ad altri gruppi provenienti da diversi comuni della Diocesi: Calascibetta, Delia, Sommatino e dalla Parrocchia Cattedrale di Caltanissetta.

In tutto eravamo ottanta: sessanta ragazzi e venti educatori e il Sacerdote assistente, don Marco Paternò. La località scelta è stato l’Istituto salesiano di Montagna Gebbia, presso Piazza Armerina. Sono stati quattro giorni intensi, vissuti alla scoperta della figura di un “piccolo grande re”, Davide. Accompagnati proprio dalla figura del Re Davide i ragazzi hanno scoperto che il Signore chiama anche loro a fare “grandi cose” perché Lui non si ferma all’apparenza ma guarda alla bontà del cuore di ognuno. Davide, amato da Dio, ama a sua volta: è un Re al servizio di Dio e del suo popolo, con passione e senza riserve; attribuisce a Dio, attraverso il canto di lode, i propri meriti. Grazie al racconto della storia di Davide, suffragato da molti segni e completato da diverse drammatizzazioni, i ragazzi hanno aperto un dialogo sincero con Gesù. IMG_4376Partendo da un salmo di riferimento ogni volta diverso, hanno potuto riscriverlo mettendolo in dialogo con la propria vita, per costruire poi il loro salterio personale. L’esperienza del campo dovrebbe continuare anche nel quotidiano di ciascun ragazzo e nella partecipazione sistematica alla vita del gruppo ACR, perché ognuno possa scoprire la bellezza di una vita scandita dall’incontro con Gesù e con la sua Parola, per essere profeta gioioso della Sua novità.

Angelo e Marinella Carbone

 

 Sui passi della Fede, Todo por Amor

WP_001463<<Dios es la causa de esta alegria>> sono queste le parole che abbiamo nuovamente pronunciato durante il campo Roma-Collevalenza svoltosi dal 29 luglio al 4 agosto. Hanno partecipato a questa esperienza: Salvatore Esposto, Chiara Cavaleri, Alessandra D’Ippolito, Sara Mastrosimone, Adriano Gervasi, Paola Sillitti, Roberta Diprima e Carla Peri. Come gli altri anni abbiamo deciso di partire per questo campo, perché ogni anno ha lasciato in noi qualcosa di speciale. Quest’anno è stato diverso, abbiamo sperimentato la professione di fede del Credo. Questa preghiera ha lasciato un’impronta indelebile dentro di noi, abbiamo imparato che la fede è la chiave per entrare nella vita, abbiamo compreso l’amore misericordioso di Dio e il sacrificio di Gesù morto per noi. Le giornate iniziavano molto presto al mattino e insieme a Padre Sante, a Padre Alessandro, a Suor Erika e a tutti i Giovani dell’Amore Misericordioso provenienti da tutta l’Italia recitavamo le lodi per ringraziare Dio. E subito dopo zaino in spalla e via per le strade di Roma. Al contrario degli altri anni, abbiamo visitato la città in modo più approfondito grazie anche alla presenza di Massimo, nuovo membro della Congregazione dei Figli dell’Amore Misericordioso. Abbiamo visto le quattro Basiliche maggiori o patriarcali quali San Pietro in Vaticano dove abbiamo pronunciato il Credo, San Paolo fuori le mura, San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore dove noi giovani abbiamo potuto fotografare la maglia e il pallone di calcio che Papa Francesco ha ricevuto in Brasile ed esposto sopra l’altare della basilica. Abbiamo anche effettuato una visita guidata alle Catacombe di San Callisto dove a 20 metri sotto terra si trovano sepolti decine di martiri, sedici pontefici e moltissimi cristiani tra i quali molti bambini e infine abbiamo potuto ammirare la ricchezza e bellezza artistica contenuta all’interno dei Musei Vaticani e della Cappella Sistina.

Ogni giorno partecipavamo alla messa, celebrata i primi giorni da Padre Sante e i restanti da Padre Alessandro, animandola con canti gioiosi anche in lingua spagnola in onore della venerabile Madre Speranza. A capo del nostro coro Suor Erika. A seguire ascoltavamo interessati le catechesi riguardanti il Credo e la nostra vita di fede, per niente noiose, ma animate e discusse. Ma il momento più importante per noi era il cosiddetto “deserto” nel quale potevamo riflettere e rispondere alle domande che ci venivano poste dal sacerdote alla fine di ogni catechesi. Ma non mancavano i momenti ?????ludici, infatti eravamo divisi in quattro squadre e ciascuna aveva come riferimento un personaggio religioso: San Pietro, San Paolo, Maria Madre di Gesù e Madre Speranza. Ad ogni squadra era assegnato un colore e ogni sera divisi in squadra affrontavamo delle gare e i giochi senza frontiere. E’ stato un modo non solo per arricchire le nostre conoscenze riguardanti i quattro personaggi, ma anche per poter stringere nuove amicizie.

A turno ciascuna squadra prestava servizio durante i pasti preparati dalle Suore di Via Casilina a Roma e di Collevalenza (PG) dove abbiamo passato gli ultimi tre giorni.

Come ogni anno abbiamo fatto visita alla tomba di Madre Speranza sepolta nella cripta del Santuario. La tomba è a forma di chicco di grano che si solleva da terra e vuol testimoniare che la Vita è più forte della morte. Davanti alla sua tomba abbiamo fatto un momento di preghiera e di silenzio durante il quale abbiamo rivolto le nostre preghiere più intime a Madre Speranza.

Un’altra esperienza che abbiamo ripetuto è stata quella dell’immersione nelle acque del Santuario. Al termine della liturgia delle acque svoltasi in chiesa, abbiamo raggiunto le vasche dove le assistenti ci hanno aiutato nella preghiera e nel gesto di fede.

Per concludere questa esperienza abbiamo animato la messa della Domenica celebrata nel Santuario sempre molto affollato dai pellegrini. Al termine della messa ci hanno consegnato la maglia dei Giovani dell’Amore Misericordioso e la collana con l’immagine del volto del Crocifisso dell’Amore Misericordioso.

Abbiamo voluto immortalare questo momento forte con una foto davanti all’altare del Santuario.

Volevamo condividere con voi una preghiera di Papa Francesco che ci ha accompagnati e segnati durante questo campo:

 

 Cari giovani,

fidiamoci di Gesù;

affidiamoci a Lui,

perché Lui non

delude mai

nessuno.

 

 

Chiara cavaleri

Ad Jesum per Mariam, a Gesù attraverso Maria

«Fratelli e sorelle, buonasera! […] Preghiamo sempre per noi: l’uno per l’altro. Preghiamo per tutto il mondo, perché ci sia una grande fratellanza. […] domani voglio andare a pregare la Madonna, perché custodisca tutta Roma. Buona notte e buon riposo!» sono le parole, ancora saldamente impresse nel nostro cuore, con le quali papa madonna_di_fatimaFrancesco ha salutato tutto il mondo, presente e collegato, nel giorno della sua elezione a Sommo Pontefice. “Preghiera e affidamento a Maria” sono, in sintesi, le parole programmatiche che accompagnano ogni palpito della sua missione e che fanno eco al messaggio che la Madonna ha affidato ai tre pastorelli Lucia, Francesco e Giacinta in località Cova da Iria nei pressi di Fatima: penitenza, preghiera, fedeltà al Signore che ci chiama a convertirci e a essere santi. È questo che a Fatima la Madonna ci ha ricordato ed è questo l’appello che risuonerà nella nostra comunità quando, il 7 ottobre p.v., accoglieremo la Sacra effige della Madonna pellegrina di Fatima. L’evento, che si inserisce nell’ambito dei festeggiamenti per il 50° anno di fondazione della nostra parrocchia, coinvolgerà le varie realtà parrocchiali che, in un’intensa settimana all’insegna della spiritualità, potranno vivere e testimoniare in profondità e pienezza la propria fede. Le varie giornate a tema avranno inizio alle 9.30 con la Santa Messa e la recita delle lodi; rosario, meditazioni, veglie, fiaccolate si susseguiranno poi nel corso della giornata e nel corso della settimana fino alla solenne consacrazione, di tutta la comunità, al Cuore Immacolato di Maria del giorno 14 ottobre. La Madonna “accoglierà” tutti – dai bambini agli adulti, dagli studenti ai lavoratori, dagli ammalati ai carcerati – e tutti avranno la possibilità di elevare la propria personale preghiera e di esprimere la propria devozione a Maria e al suo Cuore Immacolato: «Il mio Immacolato Cuore sarà il tuo rifugio e la via che ti condurrà a Dio. […] A chi l’abbraccerà, prometto la salvezza; e queste anime saranno amate da Dio, come fiori messi da Me per adornare il suo trono». La partecipazione a questa settimana mariana deve, dunque, farci scoprire il tesoro di grazia e salvezza che la Mamma del cielo consegna a ciascuno di noi, cosicché il suo messaggio, che è il messaggio antico e sempre nuovo del Vangelo, attraverso la nostra testimonianza, possa risuonare da Fatima in tutto il mondo. Affidiamoci a Lei e lasciamoci condurre per mano sulla retta via, sulla via verso il suo Figlio Gesù che è Via Vita e Verità: ad Jesum per Mariam, a Gesù attraverso Maria.

Barbara Atturio

    

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